Quando si parla di fertilità, dimentichiamo la tappa più delicata di tale ciclo, ovvero la menopausa precoce, che può limitare una donna nel processo di gestazione. Ne parliamo con il dottor Fabio Perricone, ginecologo ed esperto della natalità.

Dottore, può una donna in menopausa precoce avere una gravidanza?

Certo. C’è la possibilità di ricorrere alla fecondazione eterologa mediante la quale gli ovociti provengono da una “donatrice”.

La fecondazione eterologa è praticabile in Italia?

Sì. È possibile. La donazione di ovociti rappresenta un processo complesso, poiché una serie di leggi​ consente la sua realizzazione nel nostro paese con ovociti importati dall’estero. Esisterebbe un’alternativa con ovociti provenienti da donne italiane ma l’ovodonazione da parte di donne disposte a dare gratuitamente i propri gameti è molto difficile perchè la donatrice dovrebbe sottoporsi a stimolazione ormonale, cosa che prevede dei costi in termini fisici, psicologici ed economici; inoltre nel nostro paese non esiste un sistema di rimborso per le donne che decidono di donare i propri ovuli.

In tutto il resto d’Europa è invece possibile, ecco il motivo per cui trovare qui una donatrice risulta difficile.​ Si aprono così due opportunità, nella prima gli ovociti vengono acquisiti dall’estero e si procede in Italia mediante l’Eterologa, nella seconda, la paziente si reca all’estero presso strutture specifiche dove la fecondazione Eterologa viene effettuata.

Per quanto concerne l’Eterologa femminile, in cosa consiste il suo lavoro?

Il mio lavoro consiste nell’assistere la paziente nella fase di preparazione per il trasferimento embrionale in utero, fino alla gravidanza. La preparazione può durare alcune settimane, con periodiche ecografie ed eventuale supporto ormonale, varia da persona a persona ed ha come fine il raggiungimento dell’ambiente endometriale più adatto per l’impianto e sviluppo dell’embrione.
Una volta pronto l’endometrio della futura mamma, sede d’impianto dell’embrione stesso, l’iter procederà con il trasferimento dell’embrione generato dagli ovociti della donatrice e dagli spermatozoi del futuro padre. I’impiantato avviene mediante il sistema embrio-transfer.

Cosa succede dopo e quali sono i tassi di successo?

Dopo 11 giorni si pratica il dosaggio delle Beta hcg che determina se la paziente è in gravidanza. Con l’ovodonazione si raggiunge un’elevata probabilità di gravidanza che va dal 40% al 60 %

Secondo lei, una donna che ricorre all’ovodonazione, riuscendo ad avere un figlio, può sentirsi madre di quel bambino sotto tutti i punti di vista?

Personalmente ritengo di sì. Infatti, se dal punto di vista genetico non è possibile una risposta affermativa, considero forse più importanti gli aspetti della maternità che non si legano precipuamente ai fattori ereditari. Nutrire una creatura nel proprio grembo, partorirla e allattarla può già bastare a una donna per sentirsi madre, tuttavia il vero senso della maternità è la capacità di offrire amore, cure, protezione, così come in seguito educazione, sostegno morale e intellettuale. La psicologia e il costume sono sempre più concordi nel considerare la maternità in un senso più ampio… mi rendo conto che intorno a un neonato c’è sempre una piccola folla di parenti che fa a gara nel chiedersi “A chi somiglia?” Il più delle volte si tratta di pura fantasia, in ogni caso è interessante sapere che le somiglianze non sono solo dovute alla genetica. La più peculiare disposizione dell’essere umano sta nella mimesi, cioè nell’imitazione, il neonato imita espressioni, suoni, gesti da quelli che gli stanno più vicino, e se, com’è presumibile, l’essere più vicino è la sua mamma, sicuramente le somiglierà.

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