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Rocchetta Sant’Antonio, un borgo pugliese da scoprire…

Un viaggio alla scoperta dei Monti Dauni è un’esperienza di arricchimento non solo culturale, ma anche spirituale. Rocchetta Sant’Antonio (Foggia) è la terra dei vini, degli asparagi, della convivialità, dei monumenti da scoprire, delle persone da conoscere. Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questa terra incontaminata.

La storia

Rocchetta Sant’Antonio sorge nel X secolo, territorio conteso per la sua posizione strategica dai Bizantini e dai Longobardi nel VI secolo. Il borgo fu eretto dai Normanni nel 1083, ma poi distrutto dal terremoto del 1456.

La parte medioevale del borgo, che sorge sull’altura, ha una chiesa dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria, eretta tra il 1754 ed il 1768, opera dell’ingegnere Giovanni Mancarelli di Barletta, a lato c’è il Castello d’Aquino fatto edificare da Ladislao II D’Aquino.

La struttura architettonica ed urbanistica del borgo

Il borgo colpisce l’attenzione del viaggiatore per gli edifici medioevali e quelli rinascimentali, c’è una grande atmosfera di relax che si respira passeggiando per le stradine interne del borgo.

Il periodo estivo è l’ideale per fare una breve o lunga escursione, passeggiando per le viuzze ed assaggiando del buon vino, con i prodotti tipici. Non a caso, ho amato fin dal primo istante la buonissima “frittata agli asparagi” preparata dalla Pro-Loco di Rocchetta, in occasione della Festa dell’Asparago.

Rocchetta Sant’Antonio è l’ultimo paese della provincia di Foggia, quindi al confine con la Campania e la  Basilicata, ed è quindi intriso di un’ibridazione culturale, ovvero è possibile osservare delle bellezze architettoniche dalle antiche origini campane e rimandi alla Basilicata.

Il Castello D’Aquino

In forma poligonale, il castello è di origini cinquecentesche. E’ un esempio di architettura rinascimentale, con una torre ogivale. Il suo aspetto è simile ad una prua di una nave, capace di resistere meglio ai colpi di bombarda e di cannone. La struttura pare sia stata disegnata dall’architetto e scultore, Francesco Di Giorgio Martini.

 

Il castello edificato da Ladislao II d’Aquino, marchese di Corato e consigliere di Federico d’Aragona, che nel 1501 gli offrì la signoria di Rocchetta. Nel 1507 il castello era già edificato, come testimonia l’epigrafe sotto lo stemma. Fu costruito per i momenti di svago della casa nobiliare dei d’Aquino. Il castello è costituito da pietre calcaree di colore giallo ocra, tipiche del luogo.

Ladislao II non dimorò a lungo nel castello perché, decaduti gli Aragonesi, fu spogliato dei suoi beni e, quindi, anche del feudo di Rocchetta. Quest’ultimo, passato attraverso varie famiglie, giunse nel 1609 nelle mani di Andrea Doria; nel 1849 la famiglia Doria lo vendette ai Piccolo, attuali proprietari.

Chiesa Matrice (Assunzione della Beata Vergine Mar

Dedicata inizialmente a S. Antonio Abate e oggi all’Assunzione della Beata Vergine Maria, fu eretta tra il 1754 e il 1768. Al suo interno, i maestosi altari del Cimafonte e diverse tele e opere d’arte tra cui la cinquecentesca Madonna del Cardellino del Giaquinto. 

 

 

Reportage fotografico di Amleto Guarino